Mentre l’Europa s’interroga sui propri confini economici, l’estate finanziaria italiana accelera di colpo, smentendo la narrazione di un mercato domestico pigro o marginale. I capitali si riposizionano a velocità record tra spinte statali, ambizioni continentali e storici passaggi di testimone industriale.
È la grammatica dei grandi deal che ridisegnano la mappa del potere: le prede storiche diventano predatori, mentre i conflitti dinastici aprono varchi agli investitori globali. Questa settimana assistiamo a una vera lezione di realismo geopolitico, dove ogni mossa sposta gli equilibri dell’economia reale.
Ecco i tre macro-deal che definiscono lo scenario:
- L’approvazione Consob sancisce la fine di un’era. Con un blitz da 10,8 miliardi di euro guidato da Poste Italiane, lo Stato si riprende le telecomunicazioni a trent’anni dalle privatizzazioni degli anni novanta. Nasce un colosso strategico pubblico-privato da 150 mila dipendenti. Ora la parola passa ai mercati globali: saprà questa inedita via italiana sfidare i giganti tecnologici mondiali?
- Il caso Alfagomma dimostra come il capitalismo familiare italiano, paralizzato da faide dinastiche, rischi di svendere i propri gioielli. Davanti ai dissidi fratricidi, la danese Danfoss ne approfitta rilevando per 1,2 miliardi un leader globale. Una lezione severa: senza governance solide, l’eccellenza del made in Italy diventa preda straniera.
- L’assalto di UniCredit a Commerzbank apre una faglia geopolitica nel cuore di un’Europa frammentata. Col 49,65%, il blitz di Piazza Gae Aulenti travolge Francoforte oltre le stime. Ma Berlino alza le barricate, definendo la mossa “aggressiva e ostile”. È lo scontro frontale tra il dinamismo italiano e il protezionismo tedesco.
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Week Summary | From July 6 to 20, 2026
Nelle ultime due settimane l’Italia ha totalizzato 87 annunci di operazioni: 47 transazioni domestiche, 21 investimenti da operatori esteri, 13 acquisizioni italiane all’estero e sei deal transfrontalieri a più ampio raggio. Il mercato interno copre così appena la metà del totale, mentre il flusso di capitale estero conferma il costante interesse internazionale per aziende, asset e progetti nazionali.
Il manifatturiero e l’industria pesante si confermano il comparto più dinamico, trainato da aerospazio e difesa sulla scia della spinta UE verso il riarmo. Seguono, nell’ordine, i servizi alle imprese, l’immobiliare, il sanitario e il tecnologico.
Aumento dei prezzi dei carburanti: la fine degli sconti sulle accise e l’impatto sul portafoglio degli italiani
A partire da sabato 4 luglio 2026, la scadenza dello sconto fiscale da 6,1 centesimi al litro su accise e IVA ha riportato in vigore la tassazione ordinaria sui carburanti. La misura era stata originariamente introdotta il 18 marzo 2026 per mitigare i rincari record che minacciavano di spingere i prezzi della benzina e del diesel oltre la soglia dei 2,30 euro al litro. Con la conclusione di questo beneficio, i costi della benzina e del gasolio hanno immediatamente ripreso la corsa al rialzo verso quota 2 euro.
I dati ufficiali forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), tramite l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, mostrano un quadro chiaro: lunedì 6 luglio 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self-service sulla rete ordinaria si è attestato a 1,844 €/l per la benzina e a 1,925 €/l per il diesel. La situazione appare ancora più critica lungo la rete autostradale, dove i valori medi self-service hanno sfondato il tetto psicologico dei 2 euro per il gasolio (2,008 €/l), mentre la benzina si è posizionata a 1,938 €/l.
Analisi del grafico sull’andamento dei prezzi
Il grafico di riferimento illustra l’evoluzione dei prezzi medi di benzina e diesel nel periodo compreso tra il 28 febbraio 2026 e il 5 luglio 2026, mettendo in luce una spiccata volatilità. Le fluttuazioni registrate nel corso dei mesi sono state determinate primariamente dalle tensioni geopolitiche internazionali — come l’impatto sui mercati energetici derivante dalle vicende in Medio Oriente e l’attacco all’Iran — unite alle manovre di politica fiscale del governo italiano.

Dall’osservazione del trend emerge chiaramente come la riduzione temporanea delle accise avesse stabilizzato i prezzi durante la primavera. Tuttavia, la parte finale del grafico mostra una netta e immediata curva ascendente in corrispondenza del 4 luglio, confermando l’impatto istantaneo del ripristino delle aliquote ordinarie sul costo finale alla pompa.
Per un’analisi completa ed esaustiva della situazione, è possibile consultare l’articolo integrale sul Corriere della Sera.
Rumour mill
- OPS eCom prova a mettere in fila il salvataggio: concordato in continuità, finanziatore da individuare entro 20 giorni e nuova liquidità in due o tre tranche, con la governance affidata agli specialisti della crisi.
- Merz ha alleggerito il fronte politico contro UniCredit: Berlino non fermerà l’operazione su Commerzbank, su cui il gruppo italiano ha costruito una quota del 47,6%, pur continuando a criticare il metodo e a difendere il ruolo della banca nel Mittelstand.
- Il CdA di Recordati ha dato un via libera tutt’altro che unanime all’offerta da €10,7 miliardi di CVC e GBL: sei consiglieri giudicano equi i €51,29 per azione, quattro indipendenti vedono ancora valore lasciato sul tavolo.
- Rina è arrivata al giro decisivo: Blackstone, Bain e Permira hanno presentato offerte vincolanti per la quota di oltre il 33% detenuta da FII, che punta a scegliere il nuovo partner nel CdA del 30 luglio.
- Aeffe ha guadagnato tempo grazie a €2 milioni di finanziamento soci, mentre il salvataggio resta su due tavoli: Oxy Capital prepara l’offerta vincolante e un gruppo industriale asiatico valuta fino a €25 milioni di finanza ponte.
- FS ha affidato il nuovo corso a Gianpiero Strisciuglio, mentre Sita Sud resta nel radar come primo dossier industriale per rafforzare Busitalia nel Mezzogiorno.
- Segafredo torna sul radar dei buyout: BC Partners, CVC, Bain e CapVest studiano l’acquisto della quota superiore al 70% detenuta da QuattroR, su un gruppo atteso oltre €1 miliardo di ricavi e circa €120 milioni di EBITDA.
- Ardian prepara il secondo tentativo di uscita da Dedalus, con gli advisor in via di nomina e una platea attesa tra fondi infrastrutturali e private equity dopo le valutazioni da €3,5-4 miliardi emerse nel 2022.
- La Serie A ha ristretto la corsa per la media company dei diritti esteri: offerte finali il 4 settembre per una quota del 10-20%, con l’obiettivo di raddoppiare ricavi oggi vicini a €250 milioni.
- Riverside prepara l’uscita da Galvanina e valuta l’unione con Pejo, un incastro che potrebbe dare nuova scala a due marchi mentre fondi e industriali tornano a muoversi nelle acque minerali italiane.
- Empoli ha aperto la trattativa per il primo investitore esterno dell’era Corsi, firmando un’esclusiva con un fondo statunitense per rafforzare il progetto senza mettere in discussione il controllo familiare.
- Equatorial e Iberdrola hanno portato a Roma il dossier Enel Brasile, valutando anche l’intero perimetro, mentre la concessione di San Paolo resta sotto pressione; Enel nega però trattative sul controllo.
Regulatory
- Consob ha portato l’OPAS Poste-TIM nella fase esecutiva: adesioni dal 20 luglio all’11 settembre, con €1,67 in contanti e 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM.
- Bankitalia ha autorizzato Poste all’acquisto di TIMFin, aggiungendo il tassello prudenziale necessario alla combinazione e accelerando il calendario dell’OPAS su TIM.
- Bruxelles ha approvato il controllo congiunto di Teréga da parte di Enagás e Snam, liberando l’acquisto del 31,5% da GIC per €573 milioni e ridisegnando l’azionariato del secondo operatore del gas in Francia.
- Consob ha aperto il calendario dell’OPA Recordati: adesioni dal 31 agosto al 15 ottobre a €51,29 per azione, portando il deal CVC-GBL nella fase esecutiva.
IPOs
- Giunti Psychometrics ha chiuso l’IPO da €15 milioni a €4,50 per azione, al limite basso della forchetta, con una capitalizzazione di €53,3 milioni e debutto il 22 luglio.
- Gens Aurea ha raccolto €101 milioni a una valutazione da €1,01 miliardi, ma il titolo ha bruciato il +4,5% iniziale e chiuso il debutto poco sotto il prezzo di collocamento.
- Bending Spoons ha portato in Borsa il suo modello di acquisizione e rilancio digitale: l’IPO al Nasdaq da $1,68 miliardi è arrivata pochi mesi dopo l’acquisizione di Eventbrite e il titolo ha chiuso il debutto in forte rialzo.
- Giunti Psychometrics ha aperto l’IPO su EGM anche al retail, cercando capitale per innovazione, espansione internazionale e M&A prima del debutto del 22 luglio.
- ETI ha raccolto €2,8 milioni su EGM a una valutazione di €5,8 milioni, con Invitalia al 17,22% e capitale fresco per scalare nei progetti infrastrutturali dei settori Oil & Gas e idrico.
Fundraising
- Netalia apre a terzi un secondo aumento di capitale dopo la trasformazione in Spa, mettendo risorse dietro un piano che punta a €50 milioni di ricavi, oltre 200 addetti e l’IPO entro cinque anni.
- Innovatec ed ESI hanno ottenuto da BPER €5,9 milioni di project finance ESG per un impianto fotovoltaico da 6,44 MWp in Calabria, primo tassello di una pipeline gestita anche in modalità IPP.
- Svolgo ha raccolto oltre €400mila in pre-seed da un club di professionisti, portando capitale su una piattaforma AI già testata in oltre 700 procedimenti fiscali e amministrativi.
- Finanza.tech ha trasformato l’advisory in equity, sottoscrivendo l’aumento di Pres-X per il 12,5% e applicando il proprio modello work-for-equity a una tecnologia di post-processing per la stampa 3D.
- Trevi ha chiuso il risanamento con un finanziamento quinquennale da €180 milioni e un aumento da €100 milioni, rifinanziando il debito del 2022 e tornando a guardare anche ad acquisizioni selettive.
- Silver Fir ha rifinanziato Centro Sicilia con €150 milioni da UniCredit e Banco BPM, ottimizzando la struttura finanziaria di un asset retail al 100% di occupancy e con nove milioni di visitatori nel 2025.
- Satispay ha raccolto nuovo capitale e usa le risorse per accelerare oltre i pagamenti: carte di debito Mastercard, azioni ed ETF spingono la fintech verso un’offerta da banca digitale.
- Despar Nord ha ottenuto €30 milioni da Intesa Sanpaolo per nuove aperture, riqualificazioni e assunzioni, legando la crescita della rete a obiettivi di occupazione e sostenibilità.
- Avio ha concordato con Advent un aumento fino a €109,39 milioni per circa il 7%, affiancando al capitale una rete industriale utile ad accelerare l’espansione negli Stati Uniti.
- Klaro ha raccolto €3 milioni da 360 Capital per sviluppare l’AI che rende più rapido e leggibile l’accesso al credito per le piccole imprese.
- Il Marco Polo finanzia la rotta verso zero emissioni con €80 milioni dalla BEI: elettrificazione, rinnovabili, digitalizzazione e resilienza, senza aumentare la capacità dello scalo.
Davide Piazzalunga