Il sistema Italia si compatta e rilancia. Il salvataggio di Banca Progetto, blindato dai Big Five e dal FITD, conferma la capacità del settore bancario di reagire senza strappi.
Ma la partita decisiva si gioca sull’industria: il possibile carve-out di Nestlé sul gruppo San Pellegrino mette in palio un gioiello da 5 miliardi e riaccende l’interesse dei grandi fondi. Nel Risiko del lusso, Baume & Mercier entra nell’orbita di Damiani, mentre Arnault blinda Loro Piana.
Ecco i dettagli sulle informazioni più rilevanti:
- Banca Progetto avvia il risanamento con una ricapitalizzazione da 750 milioni di euro. L’accordo vincolante siglato con il FITD e i Big Five del credito italiano — Intesa, UniCredit, Banco BPM, BPER e MPS — sancisce il passaggio del 90,1% dell’istituto alle banche, mentre il Fondo di Tutela dei Depositi blinda il salvataggio con 40 milioni.
- Da Vevey parte il terremoto: Nestlé mette all’asta le acque minerali premium. In palio icone del made in Italy come il gruppo Sanpellegrino (Panna, Levissima, Chinò, Sanbittèr) valutate 5 miliardi. I fondi di private equity affilano le armi per un colosso che Nestlé sacrifica per inseguire margini più alti nel pet food e caffè.
- Damiani inverte la rotta del lusso e rileva il 100% di Baume & Mercier dal colosso Richemont. Un’operazione in controtendenza che riporta in mani italiane una storica maison svizzera fondata nel 1830. Il deal, atteso al closing nell’estate 2026, permette al gruppo di Valenza di diversificare nell’orologeria di fascia alta, consolidando un polo della gioielleria e del tempo d’eccellenza.
Troverete questo e molto altro in questa edizione di M&A Teaser Italia.

Deal Tracker
Trasferimenti
- Armònia Sgr blinda il fronte esecutivo: Matteo Cangiano e Marco Formicola salgono a bordo come Investment Director. Una mossa tattica per irrobustire l’organigramma del team guidato da Alessandro Grimaldi, segnale inequivocabile che il fondo scalda i motori per gestire una pipeline di deal sempre più complessa.
- Cristiano Borean, Group CFO di Generali, è stato nominato Presidente dell’European Insurance CFO Forum.
- Nexi rafforza la propria governance con la nomina di Piergiorgio Pedron a Chief Financial Officer di Gruppo, in carica dal 1° aprile 2026.
- DiaSorin annuncia la nomina di Alberto Donati come nuovo Chief Financial Officer di Gruppo a partire dal 1° aprile 2026. Donati succede a Piergiorgio Pedron, che lascerà l’azienda il 31 marzo.
- Zhero annuncia l’ingresso di Federico Iurlaro come Business Development Manager – RES & Interconnectors. Grazie all’esperienza in idrogeno, mercato elettrico e decarbonizzazione, Iurlaro supporterà la crescita strategica dell’azienda e lo sviluppo di nuove opportunità nella transizione energetica.
- SI – Studio Inzaghi annuncia l’ingresso di Aldo Innamorato come Associate nel team fiscale. Dottore Commercialista con esperienza nella fiscalità immobiliare, rafforza un team in forte crescita che conta oggi oltre 25 professionisti e sette partner.
- Banca Patrimoni Sella affida la presidenza a Massimo Coppa, manager di lungo corso e profondo conoscitore della casa. Una scelta di continuità e stabilità per il private banking del gruppo, che punta su governance solida ed esperienza interna in una fase di mercati incerti e crescente complessità patrimoniale.
- Paolo Angelini diventa Direttore Generale della Banca d’Italia, prendendo il posto di Luigi Federico Signorini, dimissionario per ragioni personali. La scelta del Consiglio Superiore, su proposta del Governatore, punta sulla continuità interna e sull’esperienza tecnica in una fase delicata per politica monetaria e stabilità finanziaria.
- Massimo Martini entra in Ask4 Group come CFO e advisor strategico, rafforzando il team nella crescita digitale e tecnologica. Il gruppo italiano, leader in eventi e location esclusive, ha triplicato fatturato e portafoglio location, ampliando ecosistema digitale con acquisizioni e alleanze, puntando su innovazione e finanza strategica per espansione nazionale.
- Vito Lo Piccolo è il nuovo country executive di Bank of America in Italia, succedendo a Nino Mattarella. Il ruolo guida le operazioni italiane del gruppo statunitense, rafforza relazioni con controparti istituzionali e corporate, e coordina le attività di investment banking, corporate e global markets sul mercato nazionale.
- Saverio Perissinotto sarà dal 2 febbraio 2026 il nuovo AD e DG di Anima Holding, succedendo ad Alessandro Melzi d’Eril passato a Mediobanca. Con oltre vent’anni nel private banking e asset management italiano e una lunga esperienza internazionale, Perissinotto rafforza la leadership della società dopo il ruolo di presidente e AD di Eurizon.
- Alessandro Portolano è il nuovo presidente di Italiafintech. Partner di Chiomenti e tra i principali esperti europei di regolamentazione finanziaria e fintech, guiderà l’associazione in una fase di trasformazioni profonde, tra nuove normative UE, open finance, diffusione dell’intelligenza artificiale e crescita delle cripto-attività nel settore finanziario.
- Alberto Tavecchio entra in Equita come partner nel team Mid Cap Advisory, rafforzando l’attività di investment banking. Con esperienza nel mid-market, contribuirà a M&A, capital markets e debt advisory, consolidando la presenza internazionale della banca indipendente, già protagonista nel 2025 con oltre 29 miliardi di operazioni completate.
Global trends
- Il Private Equity italiano, stando all’ultima survey di Deloitte, ignora la geopolitica e prepara un 2026 d’assalto: previste 224 operazioni nel primo semestre, con un deciso flight to quality verso ticket superiori ai 30 milioni. Dopo un 2025 da record (322 closing per 3,6 miliardi), il mercato cambia pelle: il Manifatturiero si conferma re indiscusso (26%), mentre il Nord Italia monopolizza quasi il 90% dei flussi. La vera notizia è strutturale: tramonta l’era delle minoranze, con il 90,9% degli investitori che ora punta seccamente al controllo (maggioranza). Sul fronte della leva finanziaria, si registra il grande ritorno delle banche commerciali (68%) a discapito del private credit, in netta ritirata. ESG e AI restano driver imprescindibili, ma sul PNRR cresce lo scetticismo esecutivo: il capitale c’è, ma diventa estremamente selettivo e vuole il timone.
- Nel 2025, secondo il report di BeBeez, il private equity in Italia ha registrato 738 operazioni tra investimenti e disinvestimenti, in crescita del 25,5% rispetto al 2024. Per 99 deal è stato possibile stimare l’enterprise value, che supera complessivamente i 37 miliardi di euro, confermando la solidità del mercato M&A nonostante le incertezze macroeconomiche.
- Il Venture Capital italiano smentisce i pessimisti chiudendo il 2025 con 1,735 miliardi e un quarto trimestre da record, ma la vera benzina arriva dall’estero. La partecipazione internazionale balza al 46%, divenendo imprescindibile: nessun deal sopra i 20 milioni si chiude senza capitali stranieri. Se il sentiment tocca i massimi storici, il fundraising locale frena a 545 milioni e le ombre restano strutturali. Il “buco” nel late stage è evidente – troppi Serie A che non evolvono in Serie B – e il nodo delle exit rimane irrisolto, aggravato da una politica che congela incentivi vitali come il credito d’imposta.
- Consob ed ESMA blindano il recinto: giro di vite sui finfluencers. Le autorità tracciano la linea rossa: diffondere target price o consigli “buy” senza abilitazione configura abusivismo finanziario ex art. 166 TUF. Tolleranza zero su disclosure e conflitti d’interesse: le sanzioni sono draconiane, dall’oscuramento dei canali fino a otto anni di reclusione. Il Far West della consulenza social ha le ore contate.
- Il mercato M&A italiano archivia un 2025 resiliente con 1.424 deal e 71 miliardi di euro di controvalore. Il private equity domina la scena, spingendo sul buy-and-build: le operazioni add-on balzano del 37%. Focus strategico sul consolidamento domestico e l’internazionalizzazione delle PMI verso gli USA.
- L’Italia batte le stime: il 2025 archivia un +0,7% di PIL, superando il target governativo grazie allo sprint finale dell’industria. Ma l’eredità per il 2026 è pesante: la crescita acquisita si ferma allo 0,3%, frenata dal deficit dell’export. Un segnale d’allarme per il dealmaking domestico dipendente dai consumi interni.
- Le PMI italiane restano protagoniste globale tramite M&A, con 38 operazioni crossborder nel 2025, leggermente in calo rispetto al 2024 (-21%) per effetto di aziende che, cresciute grazie a precedenti acquisizioni, escono dal perimetro PMI. Cresce l’interesse verso Stati Uniti, Svizzera, Paesi Bassi, Irlanda e mercati extra-UE strategici (fonte: Grant Thornton, ricerca “M&A: crossborder per l’internazionalizzazione”, aggiornamento 2025).
Bancario/Assicurativo
Landscape
- Bei e Bnl Bnp Paribas mobilitano 335 milioni per l’economia reale italiana, destinati a circa 300 PMI e mid-cap. L’operazione, tramite cartolarizzazione sintetica garantita dalla Bei, favorisce investimenti e capitale circolante, con focus su sviluppo del Mezzogiorno e filiera agroalimentare, sostenendo crescita e coesione territoriale.
- La BEI segna il record storico con 100 miliardi di finanziamenti nel 2025, trainando investimenti per 330 miliardi. Il focus vira su clima (57 miliardi) e sicurezza energetica, con l’Italia secondo beneficiario assoluto a quota 12,3 miliardi. Operazioni strategiche come l’Adriatic Link di Terna blindano il ruolo di Roma nel network infrastrutturale UE.
- Intesa Sanpaolo accelera sulla finanza straordinaria per le Pmi: oltre 2 miliardi erogati in nove mesi. La sinergia tra Banca dei Territori e IMI CIB punta a 6.000 aziende target pronte al salto dimensionale tra M&A e IPO. Un ponte strategico che democratizza l’Investment Banking, offrendo strumenti da large corporate al cuore del tessuto produttivo.
- Alpha Bank apre i rubinetti per Castello SGR: erogati 50 milioni a supporto del fondo Intracento. Un’iniezione di liquidità fresca che dimostra la disponibilità del ceto bancario internazionale a sostenere asset immobiliari di qualità, garantendo la leva necessaria per lo sviluppo del portafoglio gestito.
M&A
- Phoenix Capital acquisisce il 100% de Il Broker.it, punto di riferimento per intermediazione assicurativa e servizi finanziari. L’operazione rafforza il gruppo Phoenix, attivo dal 2008 in consulenza, corporate finance e innovazione, consolidando la presenza internazionale e il percorso di crescita nel settore editoriale e dei servizi operativi.
- Banca Progetto avvia il risanamento con una ricapitalizzazione da 750 milioni di euro. L’accordo vincolante siglato con il FITD e i Big Five del credito italiano — Intesa, UniCredit, Banco BPM, BPER e MPS — sancisce il passaggio del 90,1% dell’istituto alle banche, mentre il Fondo di Tutela dei Depositi blinda il salvataggio con 40 milioni.
- TowerBrook conquista la maggioranza di MSA Mizar, affiancando Columna in un deal che profuma di espansione europea. Il fondo globale punta tutto sul tech per la gestione sinistri: l’obiettivo è scalare un campione del claims management capace di efficientare i processi assicurativi in un mercato frammentato e affamato di margini.
- Consulbrokers, forte della potenza di fuoco di J.C. Flowers, mette a segno l’acquisizione di Insurance Gold Brokers (IGB). Prosegue la marcia di consolidamento nel brokeraggio assicurativo: il private equity americano spinge l’acceleratore sulla strategia buy-and-build, aggregando player storici per creare un polo nazionale capace di competere sui volumi.
Consumo
Landscape
- Da Vevey parte il terremoto: Nestlé mette all’asta le acque minerali premium. In palio icone del made in Italy come il gruppo Sanpellegrino (Panna, Levissima, Chinò, Sanbittèr) valutate 5 miliardi. I fondi di private equity affilano le armi per un colosso che Nestlé sacrifica per inseguire margini più alti nel pet food e caffè.
- I dati Istat di gennaio 2026 svelano l’inganno ottico: l’indice generale è fermo all’1,2%, ma i beni ad alta frequenza corrono il doppio. Alimentari freschi (+2,3%) e mobilità (+2,6%) spingono i costi reali, confermando che la disinflazione statistica non è deflazione: i prezzi rallentano la corsa, ma si assestano su livelli strutturalmente più alti, erodendo il potere d’acquisto proprio sulle spese incomprimibili.
- SACE traccia la nuova geografia dell’export: con una crescita del 3,1% nel 2025, il Made in Italy deve sganciarsi dalla stagnazione europea e aggredire Asia e Medio Oriente. La sfida è la diversificazione: troppe PMI sono ancora mono-mercato. L’Agency si conferma scudo strategico per gestire i rischi e finanziare l’innovazione di filiera.
- Intesa Sanpaolo finanzia con 12 milioni Spreafico Francesco & F.lli, leader ortofrutticolo, per espandere Italia e estero. Il progetto include nuovo polo logistico a Fiano Romano, impianti moderni e digitalizzazione 4.0, integrando sostenibilità, efficienza energetica e filiera Made in Italy, con supporto PNRR e NextGenerationEU.
- Pechino allenta la morsa, ma non troppo: dopo un’istruttoria anti-dumping durata mesi, la Cina ha ridotto i dazi sui prodotti lattiero-caseari europei a un massimo dell’11,2%, una netta sforbiciata rispetto al 42,7% inizialmente paventato.
- Lazard accende i riflettori su MC2 Saint Barth: i fondatori Ferrari e Noris, insieme a Peninsula Capital e Percassi, esplorano la cessione di una quota rilevante del brand. Il mandato alla banca d’affari punta a valorizzare un posizionamento lifestyle unico nel beachwear globale. Gli investitori istituzionali preparano l’exit dopo aver accompagnato la scalata internazionale del marchio.
- Intercos punta gli USA: l’AD Renato Semerari annuncia una strategia di M&A aggressiva per colmare il gap valutativo rispetto ai peer globali. Nonostante il titolo scambi a sconto del 28% per gli analisti, il colosso della cosmetica accelera sul dossier americano per scalare il mercato e massimizzare i multipli.
M&A
- LVMH blinda Loro Piana: Bernard Arnault esercita l’opzione e rileva un ulteriore 9% per 1 miliardo di euro, salendo al 94%. L’operazione cristallizza una valutazione monstre di 10 miliardi per il campione del cashmere, ora guidato da Frédéric Arnault. La famiglia mantiene il 6%, mentre il colosso francese punta tutto sull’esclusività estrema.
- Damiani inverte la rotta del lusso e rileva il 100% di Baume & Mercier dal colosso Richemont. Un’operazione in controtendenza che riporta in mani italiane una storica maison svizzera fondata nel 1830. Il deal, atteso al closing nell’estate 2026, permette al gruppo di Valenza di diversificare nell’orologeria di fascia alta, consolidando un polo della gioielleria e del tempo d’eccellenza.
- Ferlegno rafforza il presidio territoriale e incorpora la storica Ferramenta Lorenzi di Trento. L’operazione, operativa dal 1° gennaio 2026, punta sull’accentramento delle funzioni di back-office e sulla semplificazione dei processi amministrativi sotto un’unica partita IVA. Nonostante l’integrazione societaria, il gruppo mantiene l’insegna Lorenzi per preservare l’avviamento e il legame con la clientela retail e professionale del capoluogo.
- Apheon sferra il secondo colpo nell’agroalimentare italiano: attraverso la controllata Salpa Special Food, il fondo rileva la maggioranza di BHB Italy dalla famiglia Casagrande. L’operazione punta a creare un polo integrato negli ingredienti per l’industria dolciaria e la GDO, facendo leva sulle sinergie produttive nel segmento del pan di Spagna.
- Friulia investe 1,2 milioni di euro in Pintaudi, braccio produttivo di prodotti da forno del Polo del Gusto (Gruppo Illy). L’operazione, strutturata tra aumento di capitale per il 35% e finanziamento, punta a scalare la capacità industriale del sito di Trieste. Un intervento di finanza regionale a supporto del piano di crescita di Riccardo Illy nel segmento bakery d’alta gamma.
- Cereal Docks valica i confini e rileva il 70% della spagnola Quality Corn, blindando la leadership nel mais food e gluten free. L’operazione cross-border del gruppo vicentino integra asset industriali in Aragona e Francia, accelerando la scalata europea negli ingredienti a valore aggiunto. Un deal strategico che consolida il controllo della filiera e diversifica il portafoglio verso segmenti ad alta marginalità.
- DIF Network mette il turbo nella logistica del freddo con l’integrazione di Coldline. L’operazione blinda la copertura nazionale della piattaforma campana, potenziando i servizi a temperatura controllata per GDO e Horeca. Un deal di puro consolidamento infrastrutturale che sfrutta il modello del network di imprese per scalare volumi e capillarità nel segmento del fresco e surgelato.
Energia
Landscape
- Terna, bilancio 2025: consumi piatti, ma il Sole è record. L’Italia tiene sui consumi (311,3 TWh) ma rivoluziona il mix: il fotovoltaico vola a livelli storici (+25,1%), compensando la frenata fisiologica dell’idroelettrico (-21%) e stabilizzando le rinnovabili al 41% della domanda. Segnali di risveglio dall’industria energivora nel secondo semestre, mentre il Paese riduce la dipendenza dall’import (-8,1%) e accelera sugli accumuli utility scale, vera chiave di volta per la flessibilità della rete.
- Storico sorpasso energetico in UE: nel 2025 eolico e solare toccano il 30% della generazione, superando i combustibili fossili (29%). Se 14 Paesi completano la transizione, l’Italia resta ancora vincolata al gas, ma accelera sugli accumuli con una pipeline da 10 GW. Le batterie diventano l’asset strategico per il de-risking dei prezzi.
- Alba Infra Partners e Gruppo Rekeep lanciano MFMC II, piattaforma strategica dedicata all’efficienza energetica. Rinnovato il sodalizio nato nel 2018, i due player puntano a scalare progetti infrastrutturali complessi, cavalcando l’onda della transizione energetica con un veicolo dedicato allo sviluppo capex-intensive.
- Unicredit eroga 4,7 milioni a San Moro per cinque impianti agrivoltaici in Sicilia. La banca di Piazza Gae Aulenti supporta la transizione energetica finanziando infrastrutture ibride che coniugano generazione solare e agricoltura, confermando il ruolo cruciale del project finance bancario nello sviluppo capillare delle rinnovabili nel Mezzogiorno.
- Eco The Photovoltaic Group realizza per JMG Cranes un impianto fotovoltaico da 1,3 MWp con sistema di accumulo da 1 MWh nello stabilimento di Sarmato. Il progetto, parte dell’iniziativa Hydrogen Innovation e finanziato dal PNRR, integra rinnovabili e idrogeno verde per applicazioni industriali a zero emissioni.
- Luxe Coat accelera sul de-risking energetico: l’azienda abruzzese sigla un accordo con EDP per un impianto fotovoltaico on-site da 1,3 MWp a Bazzano. Il progetto punta a generare 1,6 GWh annui per l’autoconsumo, abbattendo costi e impronta carbonica di un processo produttivo energivoro. Un investimento industriale che sposa efficienza e sostenibilità.
M&A
- Eni applica il “Dual Exploration Model” e cede agli azeri di Socar il 10% del progetto Baleine. Mossa da manuale per il Cane a Sei Zampe: valorizzare subito le scoperte upstream facendo cassa e diluendo il rischio capex, senza però perdere la governance operativa del giacimento gigante offshore.
- Green Utility, attraverso Renewable Impact, mette le mani su un portafoglio fotovoltaico da 3 MW in Molise ceduto da Podini. Un deal che consolida la partnership industriale e ribadisce la vitalità del consolidamento nel settore delle rinnovabili, dove la taglia inizia a contare davvero.
- La famiglia Rovati schiera il family office Fidim ed entra nel capitale di Quantico Investment Club Opportunities. Un’iniezione di fiducia per la piattaforma di club deal co-fondata da Antonio Tazartes, che attrae capitali pazienti e nomi di peso del capitalismo familiare italiano.
- ERG cede ad Ardian il parco eolico svedese Furukraft da 62 MW. L’operazione, chiusa tramite la piattaforma Enordic Evergreen, conferma la fame di infrastrutture green del fondo francese nel Nord Europa, mentre la multiutility genovese prosegue nella rotazione tattica del portafoglio per ottimizzare l’allocazione del capitale su mercati core.
Healthcare
Landscape
M&A
Immobiliare
Landscape
M&A
- Kryalos SGR liquida il portafoglio romano per 30 milioni di euro: Palazzo Chauvet, la Palazzina di Via del Tritone e Casamento Ruspoli passano a tre distinti investitori privati. Il “Due Fondo Portafoglio” completa così il turnover di asset storici nel cuore della Capitale, confermando l’elevata liquidità dei trophi asset direzionali e retail nel centro storico.
- Il Gruppo Lonati dismette il 100% di Locate District: Scalo Milano Outlet & More passa agli olandesi di VIA Outlets. L’operazione segna l’ingresso strategico in Italia del colosso controllato dal fondo pensione APG, che consolida il proprio network paneuropeo. Governance confermata per blindare la continuità operativa di un asset da 44.000 mq.
- RoundShield mette a segno il colpaccio sul Lago di Como: acquisiti 40 ettari dalla famiglia Roncoroni per il nuovo resort 5 stelle Corinthia. L’operazione, gestita da Kervis SGR tramite il fondo Putter, trasformerà lo storico Golf Club Menaggio in un asset luxury. Il private credit punta dritto all’hospitality d’alto bordo.
- Castello SGR espande l’impero hospitality e, tramite il fondo HIIP, mette le mani sul Calampiso Resort. Un colpo strategico in terra siciliana che conferma il trend: i grandi gestori rastrellano asset leisure da riqualificare, scommettendo sul repricing del turismo mediterraneo e sulla fame di destination premium.
- Kryalos alleggerisce il portafoglio uffici: il fondo Artemide cede Palazzo E ad Assago Milanofiori. Un’exit su un asset anni ’80 che conferma la rotazione strategica della SGR di Paolo Bottelli, capace di estrarre valore e liquidità anche in location secondarie in un momento di repricing selettivo del direzionale.
- Ardian e Rockfield accelerano sul living e acquisiscono un immobile strategico a Milano. L’operazione rientra nella strategia Purpose-Built Student Accommodation (PBSA): i big del real estate puntano forte sulla carenza strutturale di alloggi universitari, asset class divenuta ormai un rifugio anticiclico.
- DWS, per il fondo immobiliare Europe II, acquisisce a Borgo San Giovanni (Lodi) un hub logistico di 31.500 mq, interamente locato a DHL. La struttura, completata a dicembre 2025, sorge in posizione strategica, integra sostenibilità secondo la European Taxonomy e sarà certificata LEED Platinum, con impianto fotovoltaico incluso.
Industriale
Landscape
- L’acciaio italiano rialza la testa: il 2025 chiude a +3,6% (20,7 milioni di tonnellate), con un dicembre esplosivo a +20,5%. La siderurgia nazionale inverte la rotta trainata dal rally dei prodotti lunghi (+5,5%), segnale inequivocabile di una manifattura pesante che torna a macinare volumi dopo la stagnazione del biennio precedente.
- Nonostante crisi, inflazione e shock globali, tra 2018 e 2024 le imprese italiane migliori crescono: +41% ricavi, +83% utili, +1 milione di occupati. Il report Deloitte “WHY Italia” racconta un capitalismo resiliente, trainato da manifattura, finanza e servizi, che vince investendo in tecnologia, capitale umano e dimensione.
- Pirelli mette in sicurezza la struttura finanziaria sottoscrivendo nuove linee multicurrency per 2,1 miliardi di euro. Un’operazione quinquennale con un pool di banche globali che ottimizza il profilo del debito e garantisce munizioni fresche per affrontare le incertezze macroeconomiche all’orizzonte.
- Tutti pazzi per Ferretti: scatta la contesa globale. È bagarre sul gioiello della nautica: i cechi di KKCG lanciano un’OPA parziale (premio del 21%) per salire al 29,9%, ma il socio di controllo cinese Weichai alza il muro, rigetta l’offerta e rastrella titoli per blindare la governance. Nella partita si inserisce anche il magnate kuwaitiano Al-Kharafi (3%), confermando che per i brand iconici del Made in Italy i multipli restano alti (12x P/E) anche in un mercato in normalizzazione.
M&A
- Ferretti seduce il Kuwait: il tycoon Bader Nasser Al-Kharafi rileva il 3% tramite BNK Holding. Non è solo un pacchetto azionario, è un endorsement strategico per il colosso della nautica, che consolida l’appeal del lusso Made in Italy presso i grandi patrimoni mediorientali, aprendo nuove rotte commerciali.
- Fondo Italiano d’Investimento conquista la maggioranza di Vetraco. L’operazione punta a consolidare la leadership del gioiello della “Cosmetic Valley”, fornendo capitali istituzionali per l’espansione internazionale. Un classico play di FII: entrare nel capitale di eccellenze industriali per trasformarle in aggregatori di settore e campioni globali del machinery.
- Closing da 2,7 miliardi di dollari per Dana e Allison Transmission: completato il trasferimento della divisione Off-Highway Drive & Motion Systems. Un incasso monstre che ridisegna il perimetro industriale dei due giganti della mobilità pesante, iniettando nelle casse di Dana la liquidità necessaria per accelerare sul deleveraging e sui nuovi investimenti strategici.
- Carso Italia (Groupe Carso) conquista il controllo dei Laboratori Chimici Stante, rilevati da Axia srl. Il colosso europeo del testing spinge sull’M&A integrando l’hub bolognese: un deal che accelera il consolidamento del mercato TIC, unendo scala continentale ed expertise tecnica locale per presidiare la filiera ambientale e agroalimentare.
- Prysmian blinda la catena del valore sottomarina e acquisisce la spagnola ACSM per 169 milioni (6,6x l’EBITDA). Un deal strategico che internalizza flotta, robot e attività di surveying: il gruppo milanese smette di appaltare servizi critici e si assicura il controllo totale dell’execution sui grandi progetti di interconnessione globale.
- Il colosso europeo PGS Group entra nel mercato italiano rilevando la storica Beretta Pallets. Piano industriale aggressivo da 5 milioni di capex per triplicare l’output a 1,5 milioni di unità. L’operazione mira al cuore della logistica lombarda, raddoppiando l’organico per integrare produzione e ricondizionamento nel network continentale.
- Eco Eridania si prepara al quarto “giro di valzer”: Icon Infrastructure mette sul mercato il 75% del leader ligure dei rifiuti speciali. In pole position colossi come Ardian, Macquarie e DWS. Il fondatore Andrea Giustini, titolare del 25%, valuta il consolidamento della propria quota. Un deal infrastrutturale ad alta competizione nel settore waste management.
- Civismart, piattaforma di PATRIZIA, accelera nel settore delle Smart City rilevando tre società di illuminazione pubblica da Genera New Energy (SUSI Partners). L’operazione aggiunge 21 mila punti luce al portafoglio del fondo Smart City Infrastructure Fund, consolidando un modello di aggregazione volto all’efficienza energetica municipale.
- Beijer Ref AB rileva il 75% di Idema Clima dalla famiglia fondatrice Arisi, acquisendone il controllo. L’azienda italiana HVAC manterrà marchio e operatività. Il gruppo svedese, quotato a Stoccolma ed ex partecipato da EQT, dispone di un’opzione per salire al 100%.
- Azimut investe 110 milioni in D-Orbit e ne diventa primo azionista con il 20-21%, guidando un club deal da 1.500 investitori. L’operazione rafforza una delle scaleup simbolo della space economy italiana, puntando su crescita industriale e leadership globale nella logistica spaziale.
- Margraf accelera sull’integrazione verticale e acquisisce il 100% di Santafiora, rilevando le omonime cave in Toscana e i siti estrattivi di Lavagrigia e Lavarosa nel Lazio. Il gruppo vicentino blinda così il controllo della filiera a monte, ampliando un portafoglio materiali già apprezzato dall’architettura globale. Un deal strategico per scalare il segmento del lapideo naturale.
Servizi
M&A
- Normec, gruppo olandese internazionale nei servizi di testing, ispezione e certificazione, acquisisce ECM, storica realtà italiana con oltre 20 anni di esperienza in certificazione e conformità per medicale, macchinari, sicurezza elettrica e compatibilità elettromagnetica, rafforzando così la propria presenza nel mercato italiano e nei settori regolamentati.
- Bocconi e Politecnico di Milano uniscono le forze: le attività di PoliHub e Bocconi for Innovation confluiscono in Tech Europe Foundation (TEF). La fusione, sostenuta dai pillar ION e FSI, punta alla massa critica per scalare il venture capital continentale. Nasce un campione nazionale del trasferimento tecnologico, pronto a competere sui deal globali.
- Rekeep accelera l’espansione europea e rileva il 60% della portoghese Euromex, dando vita a Rekeep Portugal. L’operazione punta al consolidamento nel facility management sanitario, cuore del business lusitano. Con Ricardo Cerqueira confermato alla guida operativa e Federico Gandino alla presidenza, il gruppo bolognese blinda la governance e scala il mercato iberico.
- Busitalia sferra l’attacco al mercato leisure: la controllata del Gruppo FS acquisisce il 100% di City Sightseeing Italia, rilevando una flotta di 170 bus panoramici. L’operazione, già vagliata dall’Antitrust, integra ferro e gomma turistica, consolidando la strategia di presidio del segmento hop-on hop-off nelle principali città d’arte italiane.
- AATech muove sullo scacchiere dell’innovazione e acquisisce una quota di minoranza in Termo Società Benefit. Il venture builder quotato all’EGM prosegue la strategia di diversificazione, scommettendo su scaleup ad alto impatto tecnologico e sostenibile per alimentare il proprio ecosistema di partecipazioni strategiche e generare valore per gli azionisti.
- Aglatech14 incorpora la storica Centrolingue e consolida il mercato dei servizi linguistici professionali. L’acquisizione unisce l’expertise ventennale dell’acquirente con il radicamento territoriale della target padovana, creando sinergie operative in una nicchia B2B dove la specializzazione tecnica e la massa critica iniziano a fare la differenza sui margini.
- Amahorse (LBO France) acquisisce la francese Seaver e integra la tecnologia wearable nel suo portafoglio. Una mossa da manuale di buy-and-build che sposta il baricentro dal prodotto fisico all’health-tech equestre, creando un campione europeo indiscusso capace di presidiare l’intera catena del valore del settore.
Sport
M&A
- Microsoft sale sulla Mercedes: deal da 60 milioni l’anno. Il colosso di Redmond blinda l’airbox delle Frecce d’Argento portando Cloud e AI nel paddock. Non è solo marketing, ma vantaggio competitivo: l’algoritmo scende in pista per limare millisecondi. La F1 si conferma terra di conquista per le Big Tech, con Toto Wolff che incassa risorse fresche per il ciclo 2026 dopo aver portato la valutazione del team al record di 4,6 miliardi di sterline.
- Alessandro Banzato (Acciaierie Venete) rileva il 68,25% del Padova Calcio, siglando l’uscita del finanziere Joseph Oughourlian dopo otto anni. L’operazione da 2,5 milioni di euro, gravata da 4 milioni di debiti pregressi, riporta il club sotto un controllo industriale territoriale. Il Presidente Francesco Peghin resta secondo azionista col 25% in un deal di puro consolidamento locale.
- RedBird blinda il Milan e chiude il capitolo Elliott: Gerry Cardinale rifinanzia il vendor loan sottoscritto con Singer tramite un accordo con Comvest. L’operazione permette di abbassare il costo del debito e allungare la scadenza oltre il 2028. Una manovra di de-risking finanziario che stabilizza la struttura del capitale rossonero.
TMT
Landscape
- BCG traccia la frattura globale: l’Asia investe in AI per valore, l’Europa (Italia compresa) per ansia competitiva. I budget raddoppiano all’1,7% dei ricavi e la governance passa ai CEO, pronti a sacrificare il ROI immediato pur di non perdere il treno dell’Agentic AI, su cui pioverà il 30% della spesa 2026.
- Iliad e WindTre puntano al merger per sopravvivere in un mercato italiano iper-competitivo. L’obiettivo è un consolidamento paritetico 50-50 per tornare a tre soli operatori infrastrutturati, superando lo scacco di TIM-Poste. Restano però i nodi delle restrizioni Antitrust fino al 2027 e le crescenti pressioni UE sulla proprietà cinese di Hutchison.
- Meta risponde al blocco dell’Antitrust italiano introducendo un “tassametro” per i chatbot di terze parti su WhatsApp. Dal 16 febbraio 2026, le aziende che vorranno integrare assistenti IA esterni (come quelli basati su OpenAI o Microsoft) nel nostro Paese dovranno pagare a Menlo Park una tariffa di 0,0572 euro per ogni singolo messaggio generato.
- Elon Musk punta al colpo del secolo: il miliardario sta studiando la fusione tra SpaceX e xAI per dare vita a un “super-conglomerato” tecnologico da quotare in Borsa entro il 2026. L’operazione, confermata da documenti depositati in Nevada, punta a una valutazione record di 1,5 trilioni di dollari.
- Frenata improvvisa sull’asse Santa Clara-San Francisco: Nvidia ha congelato il piano da 100 miliardi di dollari destinato a OpenAI. L’ambizioso progetto per la costruzione di una rete globale di data center da 10 gigawatt è in stallo dopo che i vertici del colosso dei chip hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità del business model di Sam Altman.
- Retelit prepara lo sfoltimento degli asset: i soci Asterion e Marguerite sondano la vendita della divisione data center per un valore stimato di 700 milioni di euro. Dopo lo shopping compulsivo del 2025 su BT Italia e Sparkle, il gruppo vira sulla valorizzazione delle infrastrutture critiche per capitalizzare l’hype globale sul cloud e l’AI. Il dossier, ancora in fase embrionale, potrebbe approdare sul mercato entro l’inizio del 2027.
- Le Fondazioni si sfilano: San Paolo e CRT fuori dalla partita “La Stampa”. Niente intervento istituzionale per il quotidiano torinese: Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT smentiscono l’adesione a qualsiasi cordata d’acquisto, blindandosi dietro il mandato filantropico. GEDI (Exor) resta dunque a trattare in esclusiva con il Gruppo SAE: il disimpegno degli Elkann dall’editoria locale prosegue senza paracadute bancari, lasciando il destino della testata e delle rotative interamente al mercato privato.
M&A
- Tinexta arruola Intermonte come advisor finanziario indipendente. Il Cda si blinda con expertise tecnica per valutare l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria promossa da Advent. Inizia la partita sulle valutazioni: il fairness opinion sarà cruciale per orientare le scelte degli azionisti di minoranza.
- Leonardo Maria Del Vecchio, tramite Lmdv Capital, rileva la maggioranza del gruppo che edita QN, Il Giorno e La Nazione. Un colpo di scena nel risiko editoriale: l’erede di Luxottica scommette sulla carta stampata, ridisegnando gli equilibri proprietari di testate storiche con un investimento dal forte valore simbolico.
- Il family office Mamisa scommette sull’AI generativa ed entra nel capitale di Jenia. La neonata agency, specializzata in agenti intelligenti per l’automazione, chiude il primo round e valida il trend: i capitali privati italiani cercano posizionamento rapido nella rivoluzione tecnologica, puntando su player verticali capaci di execution immediata.
- Horsa apre il 2026 con un doppio colpo: acquisito il 100% della torinese Exemplar per blindare il vertical CAE e la partnership Dassault, e rilevato il 10% di Visioscientiae per accelerare su AI e Data Science. Una manovra chirurgica che integra ingegneria virtuale e algoritmi predittivi, rafforzando il presidio sui processi industriali complessi.
- Nextalia sgr cala il tris con il fondo Flexible Capital e rileva la maggioranza di Business Changers. Il deal assicura al fondo il controllo di un player romano d’eccellenza nella digital transformation, blindando la continuità operativa con la permanenza del fondatore Pasquale Sorgentone come CEO e socio di minoranza.
- TeamSystem non ferma la sua corsa iberica e acquisisce la spagnola AIG Classic, specialista in software gestionali e contabilità per le PMI. L’operazione, sostenuta dai pesi massimi del private equity Hellman & Friedman e Silver Lake, consolida la strategia di internazionalizzazione del gruppo bresciano nel mercato SaaS. Un deal che punta a scalare l’offerta digitale in Spagna, integrando soluzioni cloud-native per professionisti e imprese in un mercato sempre più integrato.
Fundraising
- Ambienta chiude il fondo Sustainable Credit superando i 500 milioni, rafforzando la capacità di finanziare aziende mid-market europee orientate alla sostenibilità ambientale. L’operazione consolida la leadership dell’asset manager nei private debt green, sostenendo la crescita di imprese guidate da macro-trend ambientali e strategie ESG.
- Anthilia Capital Partners chiude il primo round del fondo Anthilia BIT V, dedicato a senior private debt, con sottoscrizioni di Cassa Depositi e Prestiti, banche partner, assicurazioni e fondazioni. Dopo aver raccolto oltre 320 milioni nel 2025, l’obiettivo futuro è portare la raccolta totale a 400 milioni, sostenendo le imprese italiane.
- Praemia Reim Italy e Wemo Reim battezzano Wemo One Italia, veicolo chiuso focalizzato sul mix strategico retail, hospitality e logistica. Gestito dalla SGR italiana ma interamente sottoscritto dalla SCPI francese, il fondo incarna l’asse transalpino nel real estate, puntando a estrarre valore da asset class diversificate con una struttura di capitale blindata.
Marina Fieschi